La Guerra in Ucraina continua a tenere banco all’interno del dibattito interno e non solo. Non ci sono novità troppo positive rispetto a quello che sembra attenderci in vista delle prossime settimane. La Russia non ha parlato di escalation durante la festa della vittoria lo scorso 9 Maggio ma allo stesso tempo, nessuno può escluderla. D’altronde, quanto Putin ha ammassato migliaia di soldati al confine con l’Ucraina, qualcuno aveva detto che si trattava solo di esercitazioni militari. E invece, era la preparazione ad un’invasione. Detto questo, comunque, a far parlare in queste ore sono le dichiarazioni del nostro Premier Mario Draghi.
“La guerra ha cambiato fisionomia, inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fosse un Golia e un Davide, essenzialmente di difesa disperata che sembrava anche non riuscire, oggi il panorama si è completamente capovolto, certamente non c’è più un Golia, certamente quella che sembrava una potenza invincibile sul campo e con armi convenzionali si è dimostrata non invincibile“. Con questa frase, Draghi – come era ovvio – si è esposto ai commenti di tutti coloro che stanno seguendo la cosa da vicino. Per qualcuno, infatti, è sembrata una sorta di provocazione che rischia di creare più danni che altro.
Come dire: c’era proprio bisogno fare dichiarazioni di questo genere? O forse era meglio provare a scegliere un atteggiamento meno provocatorio? Non siamo noi a poterlo dire in maniera certa. Ma di sicuro il momento che stiamo vivendo non lascia troppo spazio a parole che non abbiano un peso specifico particolare. Quello che accadrà lo staremo a vedere. Nel frattempo non rimane che sperare che i toni, compresi quelli del nostro Premier, possano abbassarsi in maniera significativa. Perché questa, forse, è davvero l’unica via per la pace e per il dialogo fra le parti in causa. Che poi, è quello che vogliono tutti.

