Secondo quanto rivelato dallo studio, infatti, i pacchetti di viaggi organizzati o le mete più comuni non sono più le opzioni prescelte dai turisti. Il modo di viaggiare sta cambiando, guardando verso una personalizzazione sempre più totalizzante. E, soprattutto, verso esperienze maggiormente di nicchia, da attività particolari a veri e propri road trip culinari. A farsi portatrici di questo cambiamento sono le generazioni più giovani: i Millennials e la Generazione Z, per intenderci.
Da vacanze all’insegna dell’avventura fino a tour enogastronomici, passando anche per viaggi maggiormente spirituali. L’importante, sembra, è che si tratti di soluzioni lontane dalle vecchie rotte. Tra le opzioni che piacciono di più alla nuova generazioni di turisti ci sono le vacanze attive, ossia mirate a trekking, Nordic Walking e soprattutto cicloturismo. E anche il turismo rurale, per una immersione in un passato che sta sempre più svanendo. Ma la scelta principale sembra essere orientata a vacanze sostenibili, dal basso impatto ambientale e mirate al rispetto delle tradizioni locali.
A rendersi protagoniste di questo cambiamento, come detto, sono le nuove generazioni. Quindi i giovani nati dal 1991 al 2005. Ma qual è il motivo di questo nuovo trend? Come spesso accade per queste categorie di persone, sono i social network gli artefici del cambiamento. Da un lato, infatti, permettono di scoprire con maggiore facilità luoghi remoti e meno battuti. Ma dall’altro – e soprattutto – portano ad avere un comportamento da influencer e, quindi, a ricercare scorci e luoghi che possano attrarre i propri follower. In ogni caso, quel che è certo è che lo stesso modo di programmare un viaggio sta cambiando. E le stesse strutture ricettive si stanno adeguando, puntando a differenziare e personalizzare il servizio per venire incontro ai turisti attuali e del futuro.

