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Nasce il Passa-porto Tevere: un viaggio lungo tutto il corso del fiume

Vi abbiamo raccontato in queste settimane come gli anni del Covid abbiano portato a una lenta ma piacevole e costante riscoperta delle mete più vicine. Invece che partire per località esotiche, tutti quanti abbiamo riscoperto angoli dietro casa che pensavamo fossero poco interessanti. E abbiamo notato, invece, come per divertirsi e passare un bel momento basti davvero spostarsi di pochi chilometri.

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Il Tevere come il Cammino di Santiago

E allora proprio in questo scenario si iscrive la nuova iniziativa che coinvolge uno dei simboli della Capitale. Il fiume Tevere, infatti, è pronto a diventare come il Cammino di Santiago o come anche la Via Francigena. Si prepara infatti ad aprire i battenti una nuova iniziativa che mirerà a favorire per tutto l’anno un maggiore flusso di turisti sul Tevere. Per dare una spinta al nuovo turismo di prossimità, che vada lungo tutto il percorso del fiume: sin dalle sorgenti per arrivare alla foce e al suo tuffo nel mare. Si tratta di un progetto che prende vita grazie anche alla ormai storica presenza della Discesa Internazionale del Tevere. Un percorso, per chi non lo sapesse, che ogni anno fa sì che diversi appassionati possano percorrere la Valle a piedi. Ma anche in bici o i canoa o SUP.

E l’obiettivo, scontato dirlo, è ovviamente quello di avvicinare ancora più persone al fiume, sostenendo intanto le attività economiche che si incontrano lungo il tragitto. Nasce quindi per questo il Passa-porto Tevere. Un qualcosa di ispirato a quello dei pellegrini, una sorta di diario di viaggio che faccia anche da ricordo incancellabile dell’esperienza vissuta. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio di cosa si tratta.

Chiunque dovesse decidere di percorrere l’intero itinerario del Tevere a piedi, ma anche in bicicletta o come detto addirittura in canoa, potrà ottenere gratuitamente questo passaporto. Si tratta di un Passaporto tascabile che può essere scaricato dal sito Reginaciclarum. E che potrà essere portato dietro come fosse un compagno di viaggio nella discesa lungo il corso del fiume. Tappa dopo tappa, infatti, si potrà ottenere un timbro sul documento dai gestori di tutte le attività presenti sul territorio. Questi ultimi, in questa occasione, potranno avere modo anche di fornire i propri servizi ma non solo. Potranno anche infatti regalare delle indicazione, vere e proprie chicche, sui luoghi assolutamente da non perdere della zona in cui vi trovate.

Sono infatti tantissimi, lungo il corso del fiume, i punti di interesse da visitare assolutamente. Molti di questi, infatti, sono siti archeologici che si portano dietro un passato millenario. Ma anche siti naturali, o cattedrali e chiese. Senza dimenticare infine le aziende agricole che possono fornire prodotti di assoluta qualità. Oppure, anche le tante aree protette che faranno da sfondo a un percorso che vi rimarrà senza alcun dubbio impresso nel cuore e nella mente. Tappa dopo tappa, troverete indicati sul passaporto tutti i riferimenti per far sì che possiate pianificare al meglio tutte le esperienze da vivere sia via terra che via acqua.

In totale, almeno fino a questo momento, sono ben ventotto le varie attività che hanno scelto di aderire a questo progetto. Ma, senza alcun dubbio, stando alle previsioni ancora molte altre si aggiungeranno nel tempo. Tra le attività che intanto potrete già trovare, figurano i bar, ma anche i negozi dedicati all’affitto di bici o quelli che invece possono affittarvi le canoe. Ma anche diversi club sportivi, alcune Pro Loco e vari Bed and Breakfast.

Il percorso, insomma, è ricco di emozioni. Sono moltissime le bellezze naturalistiche che potrete vivere e visitare lungo il tragitto. Che sia a piedi, sulle due ruote o via acqua; che sia per un giorno, per un weekend o anche per una settimana intera. Le otto tappe – o sedici – che sono state realizzate dai volontari de “I Gatti della Regina Ciclarum” sono assolutamente meravigliose. Guardando alle otto tappe previste nel percorso estivo, si parte con la prima tappa dalle Sorgenti Fumaiole per arrivare a Città di Castello. La seconda tappa va da Città di Castello fino a Perugia Ponte San Giovanni. Terza tappa che invece parte da Città di Castello per arrivare a Perugia Ponte San Giovanni. La quarta tappa da Todi vi porterà ad Alviano. La quinta tappa da Alviano vi condurrà fino a Orte.

E, ancora, la sesta tappa da Orte arriverà fino a Poggio Mirteto. La settima tappa, invece, da Poggio Mirteto arriverà a Roma, nella capitale. Ultima tappa che, ovviamente, da Roma arriverà fino al mare. Quest’ultima tappa, però, è suddivisa in ben quattro sotto tappe. La prima va dal Grande Raccordo Anulare (Labaro) fino a Ponte Milvio. La seconda da Ponte Milvio arriva fino a Trastevere. Terza tappa che da Trastevere invece arriva fino al Grande Raccordo Anulare (Mezzocammino). E la quarta e ultima tappa da Mezzocammino porta fino alla foce a Fiumicino.

Il progetto, come, appare evidente, è sicuramente ambizioso e impegnativo. Ma è soprattuto sperimentale e gratuito. Come accennato, si deve tutto al costante impegno dei volontari, organizzatori insieme alle tante attività locali. È grazie a loro se è tutto completamente gratuito. Tuttavia, se questa iniziativa dovesse svilupparsi e prendere piede, magari durando tutto l’anno e non soltanto per pochi mesi estivi, potrebbe generare un grande indotto economico. E, soprattutto, potrebbe alzare di molto il tasso di occupazione della zona.

Questa prima fase di sperimentazione è stata seguita da SIMTUR, l’Associazione Professionisti Mobilità e Turismo Sostenibile. I primi risultati di quanto prodotto verranno quindi resi noti soltanto il prossimo novembre, in occasione del quarto Forum del Turismo Fluviale e delle acque interne del Meeting “All routes lead to Rome”. Intanto, però, gli ideatori hanno già sottolineato come questa fase di quest’anno sia soltanto un primo approccio di tipo sperimentale. E che la loro speranza rimane quella di poter un giorno vedere questo percorso lungo il Tevere preso in custodia o dalle Amministrazioni locali o dal Parco del Tevere. In questo modo, infatti, si potrebbe fornire una rete ancor più capillare di servizi che potrebbero così accogliere turisti provenienti da tutto il mondo. Salvaguardando anche, di riflesso, l’immenso panorama storico, culturale, naturalistico e agronomo che il Tevere e la zona circostante possono offrire.