I ponti che collegano continenti

Marco Di Leo
Marco Di Leo
Giornalista, viaggiatore e amante dello sport.

Nella storia dell’architettura mondiale c’è un particolare tipo di costruzione che occupa un capitolo a parte. E che si situa a cavallo con alcune tra le migliori opere di ingegneria dei nostri tempi e non solo. Stiamo parlando dei ponti, la cui storia si perde indietro nei millenni. Il primo ponte della storia, probabilmente e banalmente, è stato un tronco caduto per mostrare a pennello la possibilità di superare un fiume. Più concretamente, le prime tracce di costruzioni create razionalmente dall’uomo arrivano indietro fino all’età del bronzo, nel XIII secolo avanti Cristo. Siamo in Grecia: a sud, nel Peloponneso e alcuni, come il ponte di Kazarma, sono utilizzati ancora oggi.

Ponte in Turchia
Ponte in Turchia

Senza dubbio nell’antichità furono i romani i veri maestri del settore. Tra ponti ad arco e acquedotti, le loro costruzioni sono ancora oggi in ottime concioni strutturale. In ogni caso, anche spostandoci di continente le tracce risalgono a ben prima dell’anno zero. Andando avanti, ovviamente, con lo sviluppo della tecnologia e soprattutto dell’ingegno umano queste strutture andarono via via migliorandosi. Permettendo così di oltrepassare corsi d’acqua sempre più importanti e di immaginarsi strutture avveniristiche. Fino ad arrivare poi all’esplosione in avanti degli ultimi due-tre secoli.

Ponti spettacolari

Esplosione che ha portato alla creazione di strutture inimmaginabili, per altezza o estensione. In Cina, per esempio, il ponte Beipanjiang si erge a 565 metri sopra il livello del fiume Beipan. In Francia il viadotto di Millau è a 341 metri rispetto al terreno. A stupire davvero, però, è spesso la lunghezza di queste strutture. In Italia il record in questa particolare classifica spetta al viadotto di Coltano, situato in Toscana sull’Autostrada A12, lungo ben 9,6 chilometri. Nulla, in ogni caso, in confronto al record mondiale. Il ponte più lungo al mondo ha infatti dimensioni impensabili. Più – pensate – della distanza tra Bari e Lecce. Non ci credete? È incredibile, è vero, ma il Danyang-Kunshan Grand Bridge è lungo ben 164,8 chilometri. Si tratta di un viadotto ferroviario situato in Cina, più precisamente tra Shanghai e Nanjing. E, per ben 9 chilometri, passa sopra le acque del lago Yangcheng.

Numeri che in ogni caso non rappresentano un unicum, soprattutto in Asia. Il continente domina infatti la top ten, con nove posizioni su dieci in suo possesso. Unica eccezione, al nono posto, il Lake Pontchartrain Causeway in Louisiana, negli Stati Uniti. Sono in realtà due ponti paralleli, a seconda della direzione – nord o sud – che si sta percorrendo. Il primo è lungo 38,4 chilometri, il secondo appena 15 metri in più. Opere che lasciano a bocca aperta e che fanno riflettere, in Italia, soprattutto per quanto riguarda il tanto spesso discusso progetto del ponte sullo Stretto, che collegherebbe la Sicilia alla terra ferma. Discorso molto ampio e che paradossalmente ha origini addirittura all’epoca degli antichi romani, seppur in forma primitiva. E questione che fa riflettere se si pensa che la distanza tra Calabria e Sicilia è decisamente inferiore alle cifre di cui vi abbiamo parlato.

C’è ancor più da riflettere, poi, se si pena alla novità delle ultime settimane. A partire dal 18 marzo 2022, infatti, esiste un ponte che collega non due regioni di un singolo Stato, ma addirittura due lembi di terra di due continenti diversi. Stiamo parlando del 1915 Canakkale Bridge, che unisce i confini dell’Europa a quelli dell’Asia. Siamo ovviamente in Turchia, sullo Stretto dei Dardanelli, lì dove mar Egeo e mar di Marmara uniscono le loro acque. Il ponte rappresenta una vera e propria novità che cambierà la vita di chi era costretto ad attraversare quotidianamente il passaggio. Prima dell’inaugurazione, infatti, era necessario un viaggio di un’ora e mezza in traghetto, per arrivare fino a cinque ore comprese le attese. Oggi, invece, ci vogliono appena sei minuti, al costo di pedaggio di appena 12 euro circa.

L’inaugurazione è stata tenuta dal presidente turco Tayyip Erdogan, insieme al primo ministro sudcoreano e altri funzionari. Queste le sue parole, pronunciate per l’occasione e riportate da un comunicato stampa della Presidenza turca. “Canakkale, che è stata la pupilla degli occhi di varie civiltà, culture e società per migliaia di anni, oggi abbraccia un futuro nuovo di zecca. Ci siamo riuniti tutti qui per inaugurare il ponte Çanakkale 1915, che vediamo come una collana di rubini sullo stretto“. L’inaugurazione, però, non è arrivata in un giorno come un altro.

Il 18 marzo 2022, infatti, ricorreva il 107° anniversario della battaglia della Prima Guerra mondiale del 1915 tra le forze dell’Impero Ottomano e quelle congiunte di Francia e Regno Unito. Oggetto della contesa, ovviamente, il controllo dello Stretto dei Dardanelli. La vittoria di Canakkale fu poi un passaggio fondamentale, che gettò ogni presupposto necessario nel percorso per la nascita della Turchia come la conosciamo oggi, nata nel 1923.

Per la costruzione del ponte, società turche e sudcoreane hanno investito una cifra di circa 2,5 miliardi di euro. Il cantiere è stato avviato a marzo del 2017 e, quindi, ci sono voluti appena cinque anni. Secondo le stime riportate dal presidente Erdogan, la Turchia arriverà a risparmiare una cifra di circa 415 milioni di euro ogni anno grazie al ponte. Questo a causa della riduzione del consumo di carburante e della riduzione delle emissioni di carbonio. Ma quanto misura il ponte?

La lunghezza dichiarata è di 2023 metri. Non un numero qualsiasi, ma dal forte significato simbolico per la storia dello Stato. Tra un anno, infatti, ricorrerà il centenario della nascita della Repubblica Turca dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Significato quindi simbolico, ma se vogliamo anche profetico e ben augurante, e che viene richiamato anche dall’altezza delle torri del ponte. Il dato, che riporta 318 metri, è un richiamo proprio al 18 marzo, data in cui come detto la Turchia ricorda l’anniversario della battaglia per lo Stretto.

Dichiarazioni in merito, infine, sono arrivate anche dal primo ministro sudcoreano Kim Boo-kyum. Queste sono state le sue parole: “Il ponte Çanakkale 1915 lascerà alle spalle questa storia di collisioni e conflitti e sarà un ponte che rappresenterà l’unione tra l’Oriente e Occidente, dando inizio a una nuova era di pace e prosperità”. Concetto poi ribadito anche dal presidente turco Erdogan. “Si parla sempre del voler costruire un ponte dal passato al futuro. Ecco, noi abbiamo messo in atto questa promessa sia nella parola che nello spirito”.

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