Prima la pandemia, poi la guerra. È fuori da ogni discussione il fatto che gli ultimi anni siano stati abbastanza particolari. E, forse, lo saranno ancora chissà per quanto. Nonostante le notizie che arrivano dall’Est Europa, l’aumento dei prezzi e l’incertezza dominante, però, la pandemia sembra entrata nella sua fase discendente. E, con l’allentamento delle restrizioni di cui vi abbiamo parlato, cresce in modo esponenziale il desiderio di tornare a viaggiare. Questo, almeno, è quanto riporta il risultato di un sondaggio condotto da Swg per Trainline, piattaforma europea di prenotazioni ferroviarie.

Da quanto emerge, infatti, il 55% della popolazione italiana intervistata non vede l’ora di tornare a esplorare le località d’interesse sparse per il mondo. Praticamente due italiani su tre, quindi, hanno come desiderio principale quello di tornare a viaggiare. Una parte importante, circa il 33%, vorrebbe addirittura riuscire in qualche modo a recuperare tutto il tempo perso in questi anni. Mentre per esempio un’altra fascia di circa il 31% si accontenterebbe di tornare a viaggiare sui ritmi seguiti prima dello scoppio della pandemia. Una parte degli intervistati – il 21% – sogna una delle destinazioni da sempre nel cassetto. Il 20%, invece, vorrebbe partire in un viaggio slow, segnato da maggiore consapevolezza e godendosi di più ogni momento. Non manca poi chi vorrebbe mollare tutto e viaggiare al di fuori dal Bel Paese, circa il 17% degli intervistati.

Non manca chi si diverte a organizzare il programma di viaggio, così come chi si fa prendere dall’ansia. Per alcuni viaggiare significa libertà, per altri esplorazione interiore. Alcuni scelgono l’aereo, altri il treno. Insomma, tante scelte differenti. Però la costante sembra essere una, oltre ovviamente la voglia di tornare a viaggiare. La maggior parte degli italiani intervistati, infatti, ha affermato di voler trovare una destinazione di viaggio che sia sì economica, ma anche nuova, sconosciuta. Dovrà essere un viaggio all’insegna della prima volta, prevalentemente – secondo le statistiche – al mare, seguito poi da città d’arte, montagna e infine grandi metropoli.