Quella ormai nel pieno del suo svolgimento promette di essere un’estate davvero molto calda da ogni punto di vista. Le temperature sono roventi ovunque, cercare refrigerio nell’acqua del mare, in montagna o sotto un condizionatore è l’unica possibile soluzione. Allo stesso tempo, però, come noi di TravelMundi vi abbiamo raccontato più volte nel corso di queste settimane, quella attuale sta diventando un’estate sempre più rovente anche da un altro punto di vista. Il riferimento non può non andare ovviamente al totale caos che sta coinvolgendo gli aeroporti italiani e non solo. I voli cancellati sono tantissimi e la pandemia continua a far sentire in questo senso i suoi effetti collaterali.

La ripartenza tanto sognata stenta a realizzarsi del tutto. Il Covid ha messo duramente alla prova tanti settori dell’economia e non può tra questi non essere nominato quello turistico. Se sotto certi punti di vista alcuni ambiti di questo mondo stanno ripartendo, sta invece facendo molta fatica il settore aeroportuale. Le compagnie aree sono state praticamente ferme, o quasi, in questi ultimi due anni. E per questo molte compagnie hanno dovuto lasciare a casa la maggior parte del proprio personale. Molte di queste persone si sono quindi reinventate, hanno cambiato lavoro e ora non sono disposte a tornare a quello del passato. Per questo le compagnie si trovano in estrema difficoltà numerica e sono spesso costrette a non fare partire alcuni aerei.
Caos negli aeroporti, impazza la discussione
Se si guarda solo al mese di agosto, iniziato da poco più di dieci giorni, la situazione è drammatica. In tutta Europa, infatti, sono ben 15700 i voli che sono stati cancellati dalle tratte continentali. Ma il mese non è ancora terminato, né è arrivato alla sua metà: la protezione, se dovessero mantenersi su questi ritmi i voli cancellati, porterebbe oltre le 45mila cancellazioni in un solo mese. Non a caso infatti molti viaggiatori stanno scegliendo di usare altri mezzi per portare a termine le proprie vacanze. La situazione è drammatica e potrebbe infatti arrivare a mettere a serio rischio tutto il settore. Non a caso infatti in questi giorni si stanno aprendo molti tavoli di discussione a riguardo. I dibattiti si concentrano soprattutto riguardo una delle questioni più delicate del momento, quella dei rimborsi nel trasporto aereo. Tutto rischia di farsi sempre più intricato: le regole potrebbero cambiare.
Quella che si sta verificando in questi giorni è una situazione piuttosto delicata: tutti si rimbalzano la responsabilità per evitare di dover pagare le conseguenze. Gli operatori del settore sono in difficoltà, sanno di aver creato ampi disagi a moltissimi viaggiatori e sanno di dover corrispondere gli indennizzi previsti. Nessuno però sembra pronto ad assumersi la responsabilità. Le richieste di rimborso intanto continuano a crescere esponenzialmente e, allora, l’Unione europea si è trovata costretta a prendere provvedimenti. Dovranno infatti essere riviste tutte le norme comunitarie riguardo i ritardi e le cancellazioni dei voli aerei. A tal punto che la presidenza attuale – semestrale, spetta alla Repubblica Ceca ora – starebbe cercando anche di riaprire le trattative per portare a una revisione della direttiva risalente al 2004.
I possibili scenari, cosa aspettarsi nel futuro
Andiamo per prima cosa a vedere quale sia la normativa attualmente in vigore. Secondo quanto previsto oggi, lo scenario è abbastanza chiaro. È previsto il riposizionamento su un altro volo o, in alternativa, il rimborso totale in caso di cancellazione del volo. Allo stesso tempo, è previsto a prescindere anche un risarcimento per una cifra compresa tra i 250 euro e i 600 euro. La cifra ovviamente varia a seconda della lunghezza della tratta ed è valida per ogni tipo di ritardo che superi le tre ore. Queste cifre però sono oggetto di una pesante contestazione da parte delle compagnie aeree ormai da diversi anni. Queste si trovano infatti spesso costrette a risarcire ampie cifre anche nel caso di ritardi che poco impattano sul viaggio dei clienti. O, magari, spesso anche per biglietti che hanno un valore ben più basso rispetto alla quota incassata con il risarcimento stesso.
Un problema questo, dal loro punto di vista, abbastanza importante. Soprattutto in questo periodo. È come detto già più in alto in netto aumento infatti il numero di richiesti di rimborso a causa dell’alta quantità di cancellazioni che si sono verificate nelle ultime settimane. Un problema serio che sta mettendo seriamente a rischio una situazione che da tempo oscilla tenendosi in un equilibrio quanto mai precario. Non è infatti un caso se già tornando indietro nel tempo al 2013 sia possibile ritrovare un vecchio tentativo di riforma portato avanti dalla Commissione Ue. La proposta dell’epoca prevedeva un ritardo finito previsto di cinque ore prima di dover dare il via alle pratiche per un risarcimento. Ora, vista la riapertura delle trattative, lo scenario che si profila all’orizzonte è abbastanza complesso. Anche perché intanto si stanno sempre più scatenando le reazione e le proteste di tutte le associazioni di trasporto aereo.
La richiesta portata avanti come prevedibile è quella di andare ad ammorbidire le regole in materia di compensazione. Oltre a questo fatto, poi, c’è anche un altro dettaglio che rappresenta una forte materia di discussione. Il riferimento è ovviamente alla modalità che bisogna seguire per spostare i clienti su altri voli o per rimborsare il prezzo del biglietto, ma in uno specifico caso. Quale? Quello del rimborso in caso di cancellazione di un volo per una circostanza straordinaria. In questo caso infatti va tenuto in considerazione che si tratta di una evenienza che, soprattutto durante l’emergenza legata al Covid, ha aiutato non poco le compagnie aeree. Queste infatti hanno potuto salvaguardare la propria liquidità andando oltre i problemi legati allo stallo dei voli.
In ogni caso la situazione è ancora oggi in continua evoluzione. Da un alto ci sono gli operatori del settore e tutte le loro richieste. Dall’altra invece come comprensibile e prevedibile ci sono i viaggiatori, i consumatori, che puntano e devono essere sempre tutelati al massimo delle possibilità. Se siete tra questi e avete in programma di acquistare dei voli, il consiglio è sempre lo stesso. O, a malincuore, rinviare i propri voli e i propri viaggi spostandoli più avanti sperando la situazione cambi in meglio. O, in alternativa, fare come suggerito dal presidente dell’Enac. Ossia se proprio non si può non partire provare il più possibile a volare soltanto la mattina, senza baglio in stiva ma con tanta pazienza. Sperando che, magari anche con la nuova direttiva, la situazione possa stabilizzarsi il più possibile.