Il covid è ancora tra di noi. In questo senso, non sembrano esserci troppi dubbi. In effetti, la guerra ha cambiato gli argomenti dei media ma non troppo gli orizzonti relativi alla nostra salute. Il Covid è cambiato, sta cambiando e cambierà ancora. Ma forse, non è più pericoloso come all’inizio. Merito, ovviamente, dei vaccini. E di tutti coloro che hanno deciso di fare un gesto civile per se stessi e per gli altri. Di fatto, in queste ultime ore e in questi giorni è tornato a salire l’indice di positività del Covid, in Italia così come in altri paesi. In generale, a far balzare in avanti le infezioni sono state le varianti che in questo momento hanno come “versione” prevalente quella legata alla denominazione BA.5. In questo senso a tornare occupati, sono anche i reparti ospedalieri.

Covid
Covid, parla Pregliasco
A farlo notare è la federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere. Ma quali sono i sintomi di questa nuova variante? E’ tutto abbastanza semplice: febbre e spossatezza la fanno da maggiore. Soprattutto per quanto riguarda poi i dolori articolari. Ci sono fortissime forme di raffreddore e mal di gola, oltre a disturbi gastroenterici e qualche rara forma di polmonite. In generale, sembra comunque meno probabile la perdita di gusto e olfatto. L’incubazione dopo il contatto con un positivo è di circa 2-3 giorni ma in alcuni casi può arrivare fino a 14. Parlando all’Adnkronos Salute, Pregliasco – virologo – ha detto che Omicron 5 “parrebbe un po’ meno cattiva” di altre varianti. Tutto sommato, sottolinea Pregliasco, il virus starebbe seguendo “la via più naturale: quella che lo porta a una maggiore contagiosità”, ma insieme a “una maggiore benevolenza”.
Insomma, come avrete capito i discorsi legati al Covid sono tutt’altro che chiusi. Ma allo stesso tempo bisogna sottolineare che forse, tutta questa contagiosità – se non è legata a peggioramenti generali delle condizioni di salute – è solo l’inizio della fine definitiva della pandemia.