C’è un’antica teoria che dice che se ti fa male un piede, la soluzione potrebbe essere quella di darsi una martellata… sull’altro. Questo vi farà provare del dolore, certo. Ma vi farà scordare il dolore precedente. Ecco, questa folle e bizzarra teoria, si sposa e calza perfettamente con quello che potrebbe accadere con la guerra, dopo il Covid. In effetti, con lo scoppio del conflitto in Ucraina, sembra che all’interno delle nostre vite il Covid sia quasi scomparso. Se ci pensate bene, nelle trasmissioni così come nei telegiornali, il Covid ha uno spazio oramai marginale. Eppure, per quanto strano, è tutto normale.
Il Covid ha rappresentato qualcosa di incredibilmente spiazzante per l’umanità intera e per questo motivo, tutti, ne abbiamo parlato minuto dopo minuto, per due interminabili anni. Oggi la guerra non è nelle nostre case, eppure ci “basta” per farci dimenticare del Covid. Come se scappassimo da qualcosa che ci ha riguardato da vicino – sfinendoci – per concentrarci su qualcosa di gravissimo, per quanto (ancora) lontano. L’attenzione è tutta su quello che accade a diversi chilometri da noi. Naturale, ma anche psicologicamente accettabile.
Probabilmente, in inverno, torneremo a pensare ai contagi ma la speranza è che per allora, non solo sia finita la guerra (altrimenti staremmo parlando di qualcosa di particolarmente grave) ma che pure la pandemia, dopo 3 anni, sia oramai sulla via della fine. Quello che accadrà lo staremo a vedere ma l’augurio è che per allora, non ci sia bisogno di “prendere a martellate” una mano, avendo finito i piedi a disposizione. Insomma, l’augurio è che le disgrazie possano essere finite a quello che abbiamo vissuto fino a qui. Anche se va detto che in molti, durante la pandemia, avevamo detto chiaramente: “Se superiamo questa, superiamo tutto”. Scoprendo poi che al mondo c’è di peggio, che indossare una mascherina.

