Quello che sta accadendo in Ucraina, volenti o nolenti, polarizza le nostre vite su pochi discorso e quasi tutti carichi di ansie e pensieri. Non solo, ovviamente, dal punto di vista umanitario, ma anche per ciò che riguarda il futuro di tutti noi. In effetti, infatti, le conseguenze per tutti sono praticamente immediate visto che la guerra sta toccando temi economici legati a moltissime attività del nostro paese, anche le più disparate. Ma il tema principale è senza dubbio quello legato all’energia con cui ci scaldiamo o con cui “sopravviviamo” l’estate, grazie al fresco dei condizionatori. Cosa dobbiamo aspettarci?

Il Parlamento Europeo sembra oramai pronto ad agire in maniera significativa rispetto all’embargo dalla Russia per quel che riguarda il gas. L’argomento più scottante in assoluto, che potrebbe indirizzare la guerra in un senso o nell’altro. Putin potrebbe infatti essere preso in contropiede in questo senso. E se davvero l’Europa dovesse riuscire a “sopravvivere” facendo a meno della Russia, appunto, allora per lo Zar le cose si metterebbero piuttosto male. Bloccare i giacimenti è un danno incalcolabile, assicurano gli esperti. Per non parlare del fatto che senza l’Europa, la Russia perderebbe una somma di denaro importantissima che dunque, poi, verrebbe a mancare all’interno delle banche. Con tutto quello che ne consegue.
Per prepararsi a tutto questo, però, l’Italia come si prepara? Secondo quanto viene riportato da Repubblica.it, l’emendamento parlamentare riformulato dall’esecutivo, vieta di portare i condizionatori sotto i 27 gradi dai 26 attuali ed i termosifoni sopra i 19, rispetto ai 20 di oggi. Ovviamente, stiamo parlando degli uffici pubblici che senza dubbio hanno già di loro, un impatto importante. Quello che accadrà lo staremo a vedere. Di sicuro, c’è che più di qualcosa accadrà nelle prossime settimane. E che – probabilmente – questo qualcosa sarà anche in grado di fare la differenza. Sia un senso (per l’Europa) che per l’altro (per la Russia).