Disagi a non finire, cancellazioni e polemiche, ma anche alte richieste di rimborsi e vacanze rimandate. L’estate della ripartenza, per quanto riguarda la situazione negli aeroporti, si è trasformata velocemente in un vero e proprio dramma per molti turisti. Noi di TravelMundi ve lo abbiamo raccontato mano mano, spiegandovi anche cosa fare in caso di volo rimandato o cancellato e come chiedere il rimborso. Nonostante tutti questi disagi, però, è innegabile che in incerto senso questa sia effettivamente stata l’estate della ripartenza. Pur con la consapevolezza di non partire, infatti, sono stati oltre diciassette milioni i passeggeri che sono transitati da giugno a oggi per uno dei tanti aeroporti italiani. Sicuramente meno quelli che non hanno avuto disagi, ma la voglia di vivere una vacanza era troppo alta per molti.

Comunque la si voglia vedere, i numeri sono senza dubbio importanti. Soprattutto se messi in relazione con quelli visti negli ultimi anni. Per questo, tali numeri hanno senza dubbio contribuito a modo loro a far crescere molto il settore. La spinta verso la ripresa c’è stata, sia a livello nazionale che da un punto di vista internazionale. E ne hanno beneficiato non solo gli stessi aeroporti, ma anche ovviamente tutti gli addetti ai lavori nel settore turistico. Ma soprattutto gli aerei sono tornati a essere occupati da un gran numero di passeggeri e non soltanto da chi, magari per questioni di lavoro, non poteva fare a meno di viaggiare.
Forse anche per questo, allora, è arrivato il desiderio di rispondere a una delle tante curiosità che coinvolgono il mondo dell’aviazione. Gli esperti di Babbel, una azienda che tramite la sua app dà una mano a tutti coloro che vogliano imparare una nuova lingua, hanno scelto infatti di dedicarsi a una lingua in particolare. Quale? Quella che quotidianamente piloti e assistenti di volo si ritrovano a parlare sugli aerei. Una lunga serie di termini tecnici di cui il comune viaggiatore spesso non ha consapevolezza. Ma che, inutile negarlo, ha sempre incuriosito la maggior parte delle persone intente a prendere un volo. Proprio per questo, allora, gli esperti di Babbel hanno scelto di dedicarsi a questa impresa. Anche per evitare magari alcuni possibili e poco piacevoli fraintendimenti, così come i problemi di comunicazione. Ma, soprattutto, per poter dare una mano in caso di pericolo concreto.
Il linguaggio degli aeroporti: di cosa si tratta
Ovviamente, non è una vera e propria lingua alternativa. E ci mancherebbe altro. Si tratta invece di una serie di parole che vengono normalmente e quotidianamente usate da tutti gli addetti ai lavori. Un insieme fatto dei più classici modi di dire, degli anglicismi, dei termini tecnici e delle soglie del classico gergo aeroportuale. Ma anche un insieme che nel tempo è cresciuto, fino a diventare un classico slang con tanti elementi pop e abbreviazioni. E allora può essere utile conoscerlo per muoversi in questo mondo o anche solo per soddisfare la propria sete di curiosità. Una soluzioni che vi permetterà di sentirvi a terra, sicuri, anche quando in realtà sarete sospesi nel cielo.
Si parte ovviamente dai termini più noti come per esempio Gate, il varco attraverso cui passare per imbarcarsi su un aereo. Fino a cose note ma forse meno intuitive. Se per esempio parlassimo di Finger, sapreste tutti dare una definizione? È molto semplice in realtà: non è in fatti altro che la passerella che dopo il Gate ci conduce sin dentro l’aereo. Cabin crew, ovviamente, è invece l’equipaggio e tutto il personale di volo. Mentre la speranza è che non dobbiate mai avere a che fare con i Lost & Found, l’ufficio che si occupa dei bagagli perduti e, eventualmente, di riconsegnarli ai proprietari. Ma al di là di queste parole più comuni ce ne sono anche tante altre che può essere comodo imparare prima di riprendere a viaggiare. Come, per esempio, il linguaggio che usano tra loro gli assistenti di volo.
Come parlano gli assistenti di volo
Per esempio, è un mix tra ironia e cultura pop il termine Sharon Stone Jumpseat. Altro non è infatti che il sedile che gli assistenti di volo usano per sedersi verso la parte opposta rispetto a quella che è la direzione dei sedili dei passeggeri. Da qui il noto riferimento a Basic Instinct e alla celebre e iconica scena con Sharon Stone. C’è poi Deadhead, testa morta, che non è nulla di macabro a dispetto di quanto il nome potrebbe far pensare. Si tratta infatti semplicemente di un assiste di volo che non è in servizio ma che nonostante questo si trova a bordi di un aereo tra un turno e quello successivo. Blu Juice, poi, non è una bevanda: rifiutate se ve la offrono. Si tratta infatti semplicemente dell’acqua del water, che di solito è di un colore blu. E da qui il nome.
Altri termini curiosi, alcuni semplici e altri meno da capire con il solo istinto, non mancano. A partire per esempio da air pocket. Si tratta del vuoto d’aria che si verifica ogni tanto mentre si è in volo e che ogni tanto ci fa sobbalzare. Nulla di cui preoccuparsi, però, assicurano. Gate Lice è poi il mucchio di persone che prima dell’imbarco affollano il Gate nella speranza di poter salire prima – chissà poi perché – sull’aereo. C’è poi anche Landing lips. Questa è una delle espressioni che le assistenti di volo tendono a usare per riferirsi all’atto di andare a truccarsi e a mettersi il rossetto prima della fine e dell’atterraggio di un volo. Così facendo potranno sembrare fresche e riposate ai passeggeri in fase di sbarco, dando una sensazione positiva del volo.
Tutte parole insomma abbastanza comuni e che non devono creare alcun tipo di allarme nel caso in cui doveste sentirle. Attenzione però perché non è sempre tutto rose e fiori. Ci sono anche alcune espressioni che è bene non sentire mai su un aereo. Se infatti siete in volo e sentite l’annuncio Pan Pan, allora è il caso di preoccuparsi. Si tratta infatti dell’espressione che viene utilizzata dai piloti per segnalare qualche situazione di urgenza, ma non di vera e propria emergenza. In quel caso, invece, la parola è nota grazie ai film di Hollywood: mayday.