Problemi aerei permettendo, finalmente con l’estate ormai nel pieno del suo svolgimento è il momento di andare in vacanza. Sono infatti tantissimi gli italiani che hanno scelto dopo due anni segnati dal Covid di concedersi una meritata vacanza. Il Covid però non è ancora definitivamente alle spalle. E il rischio di contagio di conseguenza è sempre dietro l’angolo: basta un tampone positivo a poche ore dalla partenza per rovinare tutto. Saltano le ferie, si rischia di perdere molti soldi e improvvisamente bisogna rinunciare alla partenza per le tanto sognate vacanze. Ma che fare in questi casi? Il Codacons è arrivato in supporto dei viaggiatori, stilando una guida molto utile per far capire a tutti come comportarsi in caso di positività poco prima di partire. E, soprattutto, quando e come chiedere il rimborso.

Riapertura delle frontiere in ogni Paese del mondo o quasi non significa necessariamente ripartenza sicura. Secondo le indagini, come anche noi di TravelMundi vi abbiamo raccontato spesso, negli ultimi mesi sono tantissimi gli italiani che hanno scelto di concedersi le tanto agognate vacanze. Anche perché negli ultimi mesi siamo stati costretti a rimanere all’interno dei nostri confini, spesso nazionali ma ancor più spesso regionali. E, allora, viene spontaneo cercare mete balneari estere, in Europa o anche al di là dei confini continentali. Noi di TravelMundi vi abbiamo raccontato anche come il gioco dei last minute stia diventando poco conveniente e, allora, tutti i più attenti avranno già prenotato le loro vacanze.
Biglietti aerei o del treno, pacchetti di viaggio, caparre per gli hotel e per gli appartamenti. Tanti soldi usciti dalle tasche degli italiani e il rischio di dover rinunciare alla partenza e quindi perdere tutti gli investimenti fatti. Un incubo che rischia di diventare realtà per moltissime persone. Anche perché la nuova variante Omicron 5 sta sempre più prendendo piede in Italia. Si tratta di una variante con elevata contagiosità e, anche se i sintomi sono lievi o nulli, il tampone rischia di rovinare tutti i piani. Ma, quindi, se si rischia di dover rinunciare alle proprie vacanze cosa è possibile fare? Lo spiega molto chiaramente il Codacons.
Prima di partire è possibile oggi effettuare un test molecolare o antigenico prima di partire. In caso di positività, però, sarà impossibile mettersi in viaggio. A seconda della situazione vaccinale di ogni singolo individuo, infatti, varia il periodo di isolamento previsto. Il primo caso prende in considerazione coloro che non sonovaccinati, che hanno completato il ciclo di vaccinazione da più di centoventi giorni o che sono guariti dal Covid da oltre centoventi giorni. Per tutte queste persone, allora la durata del periodo di isolamento è di dieci giorni. Al termine, in caso di nuovo tampone con esito questa volta negativo, è possibile uscire di casa.
Se invece si è vaccinati con la terza dose, si è completato il ciclo di vaccinazione da meno di centoventi giorni o se si è guariti dal Covid da meno di centoventi giorni, allora la durata dell’isolamento diminuisce. Arriva infatti in questo caso a soli sette giorni, al termine dei quali è possibile uscire in caso di tampone con esito negativo. Di conseguenza è ovvio che aver un test positivo a ridosso del viaggio rende di fatto impossible la partenza. Anche per questo sono tantissime le persone che hanno scelto di optare per una delle tante assicurazioni sanitarie disponibili. Questa, infatti, ha una doppia utilità. Sia nel caso ci si ammali prima di partire, ma anche e soprattutto nel caso ci si ritrovi contagiati nel momento del viaggio. Infatti così diventa possibile ottenere un aiuto adeguato sul posto e senza costi aggiuntivi.
Nel caso in cui invece non si abbia una assicurazione, il Codacons mette comunque a disposizione dei consigli per provare a farsi rimborsare il possibile. “In base alle regole del Codice Civile, la sopraggiunta impossibilità di usufruire della prestazione concordata e pagata, per motivi di necessità o forza maggiore, prevede il rimborso obbligatorio da parte del fornitore” è la spiegazione dell’associazione a difesa dei consumatori. Ma come si applica questa regola per i positivi prima di partire? Anche questo caso rientra in quelli di forza maggiore: si è infatti costretti a rinunciare al viaggio a causa delle norme restrittive ancora in vigore. E lo spiega chiaramente ancora il Codacons: “Questo vale anche per i casi di positività al Covid che impediscono di usufruire di trasporti, soggiorni, pacchetti vacanza e altri servizi già acquistati”.
La prima cosa da fare allora è mettersi subito in contatto con tutte le aziende, agenzie e simili presso le quali siano stati acquistati i servizi per la nostra vacanza. A quel punto bisogna aprire una segnalazione sulla malattia, allegando l’esito del tampone ma anche il certificato medico. E a quel punto dare il via alla richiesta di rimborso, spiega il Codancos. Attenzione però alle compagnie aeree. Anche se non cambia l’esito finale. Anche in questo caso infatti è possibile ottenere il rimborso del totale speso. Andiamo a vedere come.
È previsto infatti anche in questo caso il rimborso del totale del prezzo del biglietto e senza necessità di pagare penali. Questo se si dimostra ovviamente l’esistenza di motivi di salute gravi che rendano di fatto impossibile il trasporto aereo. A seconda delle compagnie aeree, poi, cambiano le modalità di richiesta della documentazione. E, di conseguenza, il consiglio è quello di informarsi sempre sul sito della compagnia in questione. Attenzione poi a voli annullati per positività improvvise dell’equipaggio. Il risarcimento, in questo caso, varia tra i 250 e i 600 euro e a questo si aggiunge il rimborso del biglietto o l’imbarco su un volo successivo.
Infine, attenzione a chi potrebbe mettere in atto pratiche scorrette. Tra queste l’utilizzo di buoni e voucher offerti da alcune strutture ricettive. Questi tipi di compensazione permettono di usufruire della spesa effettuata in occasioni successive. Altre pratiche scorrette, invece, sono quelle che prevedono l’applicazione di penali sul rimborso. Il Codacons parla chiaro in questi casi: il viaggiatore ha diritto a una restituzione integrale di quanto speso. Quindi, fate attenzione e assicuratevi, in caso di difficoltà, di far valere i vostri diritti.