Permane la distanza e aumentano i problemi per quanto riguarda i rapporti tra Cina e Stati Uniti rispetto ai rapporti che intercorrono relativamente alla questione di Taiwan. L’approdo sull’isola di Nancy Pelosi non solo ha fatto rumore, ma ha anche scatenato una seria risposta con operazioni militari imponenti che hanno coinvolto anche parte dei cieli della Repubblica Cinese. In questi ultimi minuti sono arrivate notizie piuttosto importanti relativamente alle sanzioni che sono state imposte dalla Cina a carico della speaker della camera, appunto. Gli USA di tutta risposta hanno fatto sapere abbastanza velocemente che loro continueranno ad utilizzare lo stretto di Taiwan per il transito di navi.

Insomma, la situazione sembra farsi sempre più calda e su questo non ci sono troppi dubbi. Il problema, è rappresentato da quello che potrebbe accadere ora. Non si parla quasi più di quello che sta succedendo in Ucraina dove però la guerra continua ad un ritmo incessante. Tornando a quanto accaduto a Taiwan, arrivano aggiornamenti molto pesanti anche di altro genere.
Taiwan, la risposta della Cina
La Cina “impedirà al Paese di dividersi con la più forte determinazione, usando tutti i mezzi e ad ogni costo. La visita di Pelosi a Taiwan è una palese manipolazione politica e un’evidente e grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Cina“. A dirlo è il vice ministro degli Esteri cinese Deng Li, che ieri ha convocato gli ambasciatori europei per protestare contro le dichiarazioni rilasciate da G7 e Ue sulla maxi esercitazione militare che Pechino sta conducendo intorno a Taiwan. “In risposta alla collusione tra Stati Uniti e Taiwan – ha aggiunto – il contrattacco della Cina è naturale“. Cosa bisogna aspettarsi adesso, dunque?
Difficile immaginarlo. Ma possiamo dire – davvero – che quanto accaduto con la pandemia, non ci ha davvero insegnato niente. Nel mondo, c’è ancora tempo e spazio per fare la guerra, nonostante tutto.