C’è un treno in particolare, tra i tanti, che a suo modo ha potuto segnare la storia del nostro Paese. Era l’Italia degli Anni Sessanta, quella del boom economico e del benessere. L’Italia in espansione e in crescita demografica dovuta alla gioia di vivere e all’addio agli anni pesanti della guerra, mentre un’altra nuova e differente iniziava. In tutto ciò, in Italia si respirava un’altra aria. Qualcosa di sospeso e per certi versi fiabesco, che oggi si ritrova soltanto nei film e nelle storie del passato. O magari grazie a qualcosa che in quel passato ci è nato e ci ha vissuto. Come, per esempio, il treno di cui vi parleremo oggi.

L’Arlecchino, icona degli Anni Sessanta
Noi di TravelMundi, infatti, oggi vogliamo parlarvi di un treno che ha avuto modo di fare letteralmente la storia di Italia. È il simbolo per eccellenza, o uno dei principali almeno, del benessere e dalla ripresa economica del nostro Paese in questi anni. Ed è noto in gergo tecnico come ETR 250 ma per tutti, o per tutti quelli che lo hanno vissuto, è rimasto, rimane e rimarrà il treno “Arlecchino”. Questo treno davvero particolare prese servizio inaugurando per la prima volta le rotaie il 23 luglio del 1960. Il nuovo decennio stava iniziando e intanto nella Capitale d’Italia si svolgevano le Olimpiadi di Roma. Un evento storico, decisivo e fondamentale. Che portò una crescita importante e incentivò diverse opere. Tra queste, la creazione proprio del treno Arlecchino che quel giorno partì da Bologna per arrivare fino a Venezia.
Detto questo, se avete ricordi nostalgici o se siete soltanto incuriositi da questo elettrotreno non temere. Sta infatti tornando a viaggiare sui binari italiani dopo essere stato restaurato negli ultimi anni: presente solo in occasioni speciali, rappresenta un’occasione da vivere a ogni costo. E ora vi spieghiamo il motivo. Questo treno, infatti, è nato come un convoglio lussuoso e di altissima qualità. Il suo design all’avanguardia era figlio della situazione dell’Italia in quegli anni. È stato prodotto dalla Breda e prende ispirazione dal design degli aerei: un treno unico nel suo genere. A maggior ragione nel momento in cui ci si trova a osservare lo splendore dei suoi interni. Ogni singolo dettaglio è curato fino all’ultimo particolare. In modo specifico, è molto curiosa la disposizione dei sedili nei vari scompartimenti.
Allo stesso modo sono assolutamente degni di nota e particolari i colori utilizzati per i rivestimenti e gli allestimenti. Le poltrone sono estremamente avvolgenti, le pareti sono invece ricoperte con vinlpelle. Le tinte dei pannelli e dei tappeti sono caratterizzate da una variegata gamma di tonalità pastello. E se da quando abbiamo iniziato a raccontarvi di questo treno vi è venuto il dubbio riguardo all’origine del suo nome, eccola svelata. Sono proprio le variegate tinte pastello che danno il soprannome di Arlecchino all’ETR 250. Tutti questi dettagli, insomma, contribuivano a rendere il viaggio su questo treno una esperienza unica nel suo genere, sia allora che, ovviamente, ancora oggi.
In origine erano ben quattro gli esemplari di ETR 250 prodotti da Breda. Oggi, però, di quella piccola flotta non rimane che un unico esemplare, l’ETR 252. Gli altri tre, infatti, sono stati smantellati alla fine degli Anni Novanta. Circa dieci anni fa o poco meno – nel 2013 – la Fondazione FS decise di recuperare questo ultimo esemplare superstite. L’Arlecchino ETR 252 fu quindi trasferito nel Deposito Rotabili Storici, con sede a Pistoia. Qui venne stazionato e, in seguito, anche restaurato e ammodernato. Oggi, quindi, è un Arlecchino nuovo ma intatto. L’intero allestimento è stato infatti restaurato e ricreato tenendo in massima considerazione quello che era il modello originale. Addirittura gli stessi colori pastello e vivaci allo stesso tempo che lo hanno reso famoso sono stati riprodotti. E, oggi, è in grado di offrire anche una incredibile carrozza panoramica.
A tutto ciò si aggiungono anche i nuovi lussi e i nuovi comfort, ovviamente. Sull’Arlecchino oggi in circolazione, infatti, si può quindi trovare l’aria condizionata, nonché un nuovo impianto di illuminazione, ma anche un bar di bordo del tutto aggiornato sebbene coerente con quello che era lo stile dell’epoca. Poi, non poteva mancare l’attenzione alla sicurezza. Il treno è infatti interamente aggiornato anche da questo punto di vista: monta infatti il Sistema controllo marcia treno noto come Scmt. Si tratta di un sistema che consente di viaggiare su qualsiasi tipo di tratta ferroviaria mantenendo allo stesso tempo delle velocità elevate e ovviamente anche standard di sicurezza importanti.
I viaggi in programma dell’Arlecchino
Se a questo punto vi è venuta la più che lecita curiosità di salire a bordo dell’Arlecchino, allora vi spieghiamo subito quando sono in programma i prossimi viaggi. Il primo dei viaggi in programma a breve termine. Si partirà dal 27 agosto alla stazione Centrale di Milano, con destinazione fisata a Venezia. Il viaggio sarà assolutamente epico, anche in virtù della destinazione finale. Il treno farà anche tappa a Verona e a Padova durante il tragitto, per raggiungere infine la stazione di Santa Lucia. L’itinerario sarà di sola andata, di conseguenza il consiglio è di fare il prima possibile il biglietto: le carrozze a disposizione sono soltanto quattro e quindi già in partenza non ci sarà molta disponibilità.
Se vi interessa, di conseguenza, il coniglio è quello di nn farvi sfuggire questa occasione unica, viaggiando così su un treno che ha fatto sognare tanti italiani in passato. Vivrete un’esperienza importante a bordo di carrozze – compresa quella panoramica – firmate da alcuni tra i designer italiani più importanti. Detto questo, andiamo a vedere alcuni informazioni importanti per chi si appresta a fare il biglietto. Il costo del viaggio completo, dalla stazione di Milano Centrale a quella di Santa Lucia è di sessanta euro. Diventa quaranta euro il biglietto se si parte da Verona, mentre scende a ventidue euro se si parte invece da Padova. E se non si vuole arrivare fino a Venezia? Nessun problema. Da Milano a Verona il prezzo è di trentasei euro, da Milano a Padova costa cinquantaquattro e, infine, da Verona a Padova il prezzo è di trentadue euro.
Infine, non pagano i bambini fino ai quattro anni, rimane però obbligatoria la prenotazione del posto. Tra i quattro e i quattordici anni invece il prezzo è dimezzato. L’orario di partenza è fissato per le 9:20 da Milano, si arriva a Verona alle 11.02, a Padova alle 11.57 e a Venezia alle 12.25.