Dopo sessant’anni dall’ultima volta, è pronto a riaprire i battenti uno dei sentieri più affascinati del mondo. Ci troviamo dall’altro capo del pianeta, in Bhutan, stato ai piedi del lato orientale dell’Himalaya. Paradiso terrestre e luogo spirituale per eccellenza, ha uno scenario paesaggistico dominato da templi costruiti a strapiombo sulle montagne. E allora quale modo migliore di attraversarlo e scoprirne tutte le meraviglie se non attraverso i circa 403 chilometri del Trans Bhutan Trail? Dopo due anni di ristrutturazione e a sessant’anni dall’ultimo attraversamento, lo storico itinerario tornerà a disposizione dei turisti di tutto il mondo.

Lungo il tragitto sarà possibile ammirare i sacri luoghi spirituali, ma anche tutte le meraviglie del Paese. Tra le quali, ovviamente, non possono mancare le imponenti montagne dell’Himalaya. La riapertura inaugurale del Trans Bhutan Trail è prevista per marzo, ma cittadini e viaggiatori internazionali potranno probabilmente riprendere il tragitto soltanto da aprile. Il percorso potrà essere svolto a piedi o anche in bicicletta. E torna così a esistere una via di accesso privilegiata nel cuore dello Stato, un tragitto che, in passato, è stato il vero e proprio punto di riferimento di ogni pellegrinaggio buddista. E che poi, nel corso degli Anni Sessanta, è stato via via abbandonato con la nascita di nuove strade.

Lungo i 403 chilometri di tragitto, si percorreranno 18 ponti principali e circa 10mila gradini. Il tutto attraversando luoghi dall’alto valore storico e culturale. E andando da un lato all’altro del Paese: dal confine con il Tibet fino a quello con l’India. Se vorrete davvero percorrere tutto il tragitto, però, preparatevi. Per attraversare l’intero Bhutan servirà come minimo un mese. Esistono però, allo stesso tempo, anche percorsi più brevi per coloro che abbiano a disposizione meno tempo. E in questo caso si spazia dai tragitti più brevi di tre o quattro giorni fino anche a una settimana. Potrete poi scegliere per dormire un’esperienza più occidentale, con campeggi o alberghi. Oppure farvi ospitare dalle famiglie locali, sempre pronte ad accogliere i viandanti.