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Vacanze a rischio per questa estate: “C’è un pericolo in tutta Europa”

Marco Di Leo
Marco Di Leo
Giornalista, viaggiatore e amante dello sport.

Ormai ci siamo davvero. L’estate, quella vera e certificata dal cambio di stagione, è distante appena due settimane. Passato anche il ponte della festa della Repubblica è il momento di concentrarsi per l’ultimo sprint sul lavoro prima di godersi le tanto meritate e tanto sognate vacanze. Sono in tantissime le persone ormai pronte a spendere dei giorni all’insegna del relax o dell’avventura, a seconda dei gusti, dopo un lungo periodo difficile. Inutile negare come i due anni di Covid abbiano lasciato il segno. E come ora ci sia un’esplosione del desiderio di tornare a viaggiare.

Aeroporto
Aeroporto

Nonostante tutto questo, però, c’è un pericolo concreto che rischia di rovinare i piani di tantissime persone. Di cosa stiamo parlando? Dell’incubo più grande dei turisti, soprattutto in fase di partenza ma, spesso, anche nel momento di tornare a casa. Non avete ancora capito? Ve lo sveliamo subito: ci riferiamo a una sorpresa dell’ultimo minuto, alla possibilità che il proprio volo possa venire cancellato. Attenzione, allora, perché il nostro non è un discorso puramente teorico. Infatti, c’è davvero il rischio che da qui ai prossimi mesi molti voli possano essere cancellati improvvisamente. Andiamo subito, allora, a scoprire il perché.

Voli cancellati improvvisamente: ecco perché

Tutto parte da una indagine portata avanti dal Corriere della Sera. Il problema che il noto quotidiano italiano porta alla luce potrebbe arrivare a coinvolgere addirittura diversi milioni di persone. I giornalisti del Corriere, infatti, si sono concentrati sul portare a termine una indagine attenta e dettagliata sulle diverse compagnie aeree che al momento operano in Europa. Più in particolare, tutta l’attenzione è stata posta verso il personale di queste compagnie. Parliamo della forza lavoro a terra, negli aeroporti, ma anche a bordo dei diversi aerei che viaggiano nei cieli del vecchio continente. E allora attenzione, perché ciò che è emerso non lascia affatto tranquilli.

A quanto pare, infatti, in questo momento è ancora insufficiente la programmazione dei voli per le prossime settimane. Che vuol dire? Semplicemente, che la richiesta è molto alta mentre i voli non sono abbastanza per soddisfarla. Sono infatti tantissime le prenotazioni che stanno arrivando in questo ultimo periodo, ma troppo pochi gli aerei che possono davvero pensare di decollare. E, del resto, stando a quanto si apprende dall’indagine i primi segnali di un problema concreto sarebbero già emersi nelle ultime settimane.

Secondo la stima, infatti, a oggi sono ben centosettantacinque – in media – i voli che vengono cancellati ogni giorno. Un numero impressionante, soprattutto se si considera che siamo soltanto ai primi giorni di giugno e che, di conseguenza, il picco di spostamenti è ben lontano ancora. Di conseguenza, è facile immaginare che con l’arrivo del cuore dell’estate il numero di viaggiatori crescerà esponenzialmente. E che, di conseguenza, aumenterà anche quello di aerei necessari a soddisfare la richiesta. Un problema non di poco conto, considerando che sempre secondo la stima effettuata da qui a settembre saranno addirittura 114mila i voli destinati a essere cancellati.

Il numero è impressionante, inutile girarci intorno. E lo è ancora di più se si fa una stima del numero di persone che rischiano di rimanere a terra. Di che cifra parliamo? Per l’esattezza di circa diciassette milioni di persone: tanti i viaggiatori che rischiano di rimanere a terra nonostante una prenotazione regolarmente pagata, rischiando così di vedere vanificate le proprie vacanze. Ma perché il numero di voli che rischia di essere cancellato è così alto? Andiamo a scoprirlo.

La domanda è ovvia e scontata, la risposta purtroppo anche. Se mai come quest’anno il rischio per le compagnie aeree è di non riuscire a soddisfare le richieste dei turisti, la colpa è, tanto per cambiare nell’ultimo periodo, del Covid. La crisi scatenata dalla pandemia, infatti, ha coinvolto in modo pesante – come noi di TravelMundi vi abbiamo raccontato spesso – anche e soprattutto il settore del turismo. Lockdown dopo lockdown, chiusura dopo chiusura, sono stati tantissimi i voli cancellati. Basti pensare che molti Paesi hanno riaperto le frontiere solo in tempi recenti, per capirci. La conseguenza ovvia di tutti questi stravolgimenti, purtroppo, è stata il licenziamento di un gran numero di operatori da parte delle diverse compagnie aeree.

E anche qui le stime dei tagli al personale fanno impressione. Le indagini, infatti, stimano che le varie società siano state costrette a lasciare a casa il 45% del totale del proprio staff. Stiamo parlando dei piloti, degli assistenti di volo, ma anche del personale addetto alla sicurezza e di quello di terra. E ora cosa succede? Ovviamente, con il graduale ma costante aumento delle frontiere riaperte, il mondo riparte e con esso anche il turismo. I viaggiatori riprendono a muoversi e prenotare voli, ma una grandissima parte dei posti di lavoro sono oggi vacanti. Secondo le stime, infatti, servirebbe per tornare a regime l’assunzione di un numero di operatori compresi tra i 26mila e i 30mila. Tanti lavoratori un tempo impiegati nel settore, però, hanno oggi cambiato vita. Dopo essere stati fermi due anni, infatti, hanno maturato l’idea che questo lavoro non dia sufficienti certezze per il futuro.

Di conseguenza, insomma, come vi abbiamo mostrato il rischio concreto è che molti aerei siano costretti a rimanere a terra da qui ai prossimi due o tre mesi. La carenza di personale rischia di mettere a repentaglio e vacanze di tantissimi italiani e non solo: in tutta Europa, infatti, c’è il pericolo che diverse vacanze vadano in fumo. Un colpo ancor più duro, se vogliamo, dopo i due anni he abbiamo vissuto. La voglia di uscire dal proprio Paese, ma anche soltanto dalla propria città o dalla propria regione, è altissima.

C’è voglia di tornare a scoprire angoli di mondo lontani, o di tornare nei posti del cuore. Ma il rischio è di non poterlo fare con tranquillità nemmeno quest’anno. Un colpo per i turisti, ma anche per i lavoratori del settore. Secondo diverse indagini, infatti, molti viaggiatori si sono dichiarati pronti a partire anche più di una volta in estate, spendendo di conseguenza un numero maggiore di denaro. O, in alternativa, di concedersi un unico viaggio da ricordare però per tutta la vita: in ogni caso, se gli aerei dovessero rimanere a terra, sarebbe un colpo pesantissimo per tutti.

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