Usi il ketchup? C’è una notizia che ti lascerà senza parole

Eleonora
Eleonora
Artista, giornalista pubblicista, mamma di Filippo e Leonardo.

Oggi andremo a fare un viaggio all’interno del mondo del cibo. Curiosità, cose mai sentite prima e soprattutto… grandi verità!

Viaggiare significa anche sperimentare. Significa conoscere tante culture diverse. Significa anche “assaggiare” tanti cibi di tipo diverso. Ma di tutti quei cibi che incontriamo nel nostro percorso di vita (viaggi compresi) conosciamo davvero tutto? Oggi, siamo qui per provare a spiegarvi e soprattutto a svelarvi, tutte le curiosità in merito. Siamo sicuri (fidatevi) che rimarrete abbastanza impressionati su alcune chicche che state per scoprire.

Banane? Non arrivano da un albero!

La prima curiosità che vogliamo svelarvi, è relativa alle banane. Forse non lo sapete ma quanto dite “albero di banane”, in realtà, dite un’inesattezza. Non si tratta infatti di un albero, ma di una pianta.

Banana
Banana

 

Le sue radici non contengono tessuto legnoso. Ecco, perché parliamo di una pianta. Un’altra curiosità riguarda il fatto che una volta aver prodotto i frutti, questa pianta, non è capace di continuare a vivere per replicare tutto l’anno successivo. Ma – invece – muore. Se vi trovate nel Sud-Est asiatico, potrete mangiare una banana… proprio nel posto in cui hanno origine.

Ma quale Francia…

 

Croissaint
Croissaint

Andiamo avanti svelando la verità definitiva, sui croissant. Nonostante il nome, quando vi trovate a Parigi, sappiate che in un bar non state assaporando un prodotto creato dai Francesi. E’ una bufala assoluta. Stiamo parlando di un prodotto che deriva, infatti, dal kipferl austriaco e vennero importati in Francia intorno al 1800. Il motivo? L’ufficiale di artiglieria August Zang, fondò la Boulangerie Viennoise a Parigi dove, dunque, nacque pure il Croissant. L’unica cosa francese è il nome, che significa “crescente”. Quindi sì: in Francia potrete mangiare il vero Croissant. Che però, Francese non è.

Ketchup? Sì, in pillole!

Se siete in america (o più semplicemente in un McDonald) sappiate che l’origine del Ketchup è assolutamente incredibile. Era una infatti una medicina. Sì, avete capito bene. Nel 19esimo secolo, è stato utilizzato con questo genere di “intento”. Il Dr.John Cook Bennet, che era presidente di un’università nell’Ohio, pensava che i pomodori potessero essere assolutamente utili nel curare delle malattie come l’indigestione o la diarrea. Questo prodotto così famoso al giorno d’oggi, veniva venduto in pillole e l’idea di Bennet, venne “presa” da un altro medico, William Smith. Cambiò tutto, quando si scoprì che il pomodoro, in realtà, tutto poteva essere tranne non-lassativo. Le sue proprietà infatti, spingono il corpo, nella direzione opposta a quella che allora, si credeva. Un’informazione questa, che potrebbe essere molto utile anche al giorno d’oggi.

Occhio alla gomma

Gomma da masticare
Gomma da masticare

Altra curiosità vogliamo darvela a proposito delle gomme da masticare. Quante se ne vedono buttate per terra, quante ce ne sono nelle bocche di ogni viaggiatore? A questo proposito, c’è una scoperta che gli scienziati hanno fatto: masticare chewing gum, toglie qualsiasi voglia di mangiare frutta e verdura. Le persone che ne fanno grande utilizzo, infatti, finiscono per preferire cibi più dolci e ipocalorici. E questo, per un motivo molto semplice. La sostanza responsabile del gusto alla menta delle gomme, rende i cibi automaticamente più salati. Particolarmente frutta e verdura. Questo rende il tutto molto sgradevole. Provate infatti a bere succo d’arancia subito dopo esservi lavati i denti. Vi farà – possiamo dirlo – letteralmente schifo. Anche qui, ricordatevelo – magari – quando siete in aeroporto.

Buchi al punto giusto

Curiosità su un altro cibo riguardante tanti viaggiatori. A chi non è capitato di “stuzzicare” un cracker in attesa dell’arrivo di un treno, di un taxi o di un volo pronto a decollare. Ebbene, abbiamo la risposta alla domanda del secolo. Perché ci sono tutti quei buchi? Non è assolutamente una scelta di tipo “estetico”. Quella “punzecchiatura” sopra ogni cracker, infatti, serve ad evitare in maniera netta la formazione di bolle durante il periodo della cottura dell’alimento. I fori in questione infatti, permettono al vapore di uscire facendo rimanere ogni “pezzo” del nostro pacchetto, piatto. Altrimenti, per capirci, il cracker lieviterebbe come un biscotto. E grossa attenzione anche al motivo per cui i fori potrebbero essere più o meno vicini fra loro. Se i fori sono troppo vicini l’un l’altro, i cracker finiranno per essere più secchi e duri visto che la perdita di vapore, sarebbe troppo elevata durante la cottura. Discorso inverso, invece, se parliamo di fori troppo distanti: in quel caso, si formeranno delle piccole bolle sul cracker che però, comunque, non perderà la sua fragranza. Dunque, ora avete capito: prima di partire, scegliete bene la vostra marca di cracker!

Insomma, come avete capito, il cibo che tutti i giorni fa parte delle nostre giornale, è spesso e volentieri molto di più di quello che può solo “semplicemente” sembrare. Se questo articolo ti è piaciuto, ti invitiamo a “salvare” TravelMundi.it fra i siti web preferiti del tuo telefono. Siamo una realtà emergente ma che – come avete visto e come potrete scoprire visitando il sito per intero – è in continua crescita grazie alle migliaia di visite di tanti viaggiatori… anche del web.

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